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ChatGPT, agenti AI e sicurezza: le novità della settimana per le PMI
Ricerca unificata in ChatGPT, istruzioni personalizzate, agenti AI, prompt injection e nuove regole europee: le novità AI utili alle PMI.
Redazione PMI Digital Lab
10 min

PMI DIGITAL LAB
In questa guida
• Da dove iniziare • Esempi pratici • Errori da evitare
Da ricordare
ChatGPT rende più semplice recuperare conversazioni e documenti, amplia lo spazio disponibile per le istruzioni personalizzate e introduce una nuova famiglia di modelli. Intanto si sviluppano agenti capaci di seguire clienti e pratiche nel tempo, mentre sicurezza, permessi e controllo umano diventano questioni sempre più concrete per le imprese.
L’intelligenza artificiale sta assumendo una funzione più ampia all’interno delle aziende.
Non viene più impiegata soltanto per scrivere un testo, riassumere un documento o generare un’immagine. Gli strumenti più evoluti possono cercare informazioni tra materiali archiviati, consultare applicazioni collegate, conservare il contesto tra più interazioni e, quando ricevono le autorizzazioni necessarie, intervenire in alcune fasi di un processo aziendale.
Per una PMI, questa evoluzione non rende necessario adottare ogni nuova funzione appena viene annunciata. Impone piuttosto un metodo di valutazione più rigoroso.
Prima di introdurre uno strumento, occorre capire:
se la funzione è già disponibile oppure soltanto annunciata;
quali dati deve consultare;
quali operazioni può eseguire;
quali autorizzazioni richiede;
quali risultati sono stati verificati in modo indipendente;
quali informazioni provengono direttamente dal produttore;
quale vantaggio concreto può offrire all’impresa;
quali conseguenze può produrre in caso di errore.
Il passaggio più importante della settimana riguarda proprio il ruolo dell’AI: da strumento che prepara una risposta a sistema che può partecipare a un’attività operativa.
Quando aumenta l’autonomia, devono aumentare anche i controlli.
Le novità in sintesi
Una PMI può già:
provare la nuova ricerca interna di ChatGPT;
aggiornare le istruzioni personalizzate;
verificare quali informazioni sono conservate nei propri account AI;
controllare i permessi concessi agli strumenti collegati;
confrontare i nuovi modelli su attività reali, senza sostituire automaticamente quelli già utilizzati.
Meritano invece di essere osservati con attenzione:
gli agenti che seguono un cliente o una pratica per settimane;
i nuovi sistemi utilizzati per testare la sicurezza degli agenti;
l’apertura futura di alcune funzioni Android agli assistenti AI concorrenti.
Per le imprese tecnologiche impegnate nel settore energetico rimane inoltre aperta la seconda call del progetto europeo COSMIC. La scadenza è però fissata al 20 luglio 2026 alle ore 17:00 CEST, quindi l’opportunità è realistica soltanto per chi dispone già di un progetto avanzato.
Funzioni disponibili
1. ChatGPT migliora la ricerca tra conversazioni, progetti, immagini e documenti
OpenAI ha aggiornato la ricerca interna di ChatGPT.
Dalla barra laterale è ora possibile cercare, da un unico punto, tra:
conversazioni precedenti;
progetti;
immagini;
documenti;
file utilizzati nella piattaforma.
I risultati possono essere filtrati per tipologia e aperti direttamente dalla schermata di ricerca. L’aggiornamento è stato distribuito sul web e nelle applicazioni per iOS e Android.
Qual è l’utilità per un’impresa
Quando ChatGPT viene utilizzato con regolarità, il lavoro tende a distribuirsi tra molte conversazioni.
Nel tempo possono accumularsi:
bozze di email;
procedure operative;
analisi della concorrenza;
confronti tra fornitori;
istruzioni già approvate;
documenti caricati;
materiali relativi a clienti, prodotti o campagne;
versioni precedenti di presentazioni e report.
Una ricerca più completa riduce il tempo necessario per recuperare ciò che è già stato preparato.
Può servire, per esempio, a ritrovare una procedura scritta mesi prima, una bozza commerciale, il materiale utilizzato per una campagna o un documento caricato in un vecchio progetto.
Il vantaggio non consiste soltanto nella velocità. Recuperare il lavoro precedente può anche ridurre duplicazioni e incoerenze tra documenti prodotti in momenti diversi.
Il problema organizzativo
La nuova funzione rende però più evidente la quantità di informazioni conservate nell’account.
Un account ChatGPT non dovrebbe trasformarsi, senza una scelta consapevole, in un archivio aziendale parallelo.
È opportuno verificare:
quali conversazioni e documenti sono stati conservati;
se sono presenti materiali non più necessari;
se sono stati caricati dati personali o informazioni riservate;
chi può accedere all’account o allo spazio di lavoro;
se lo stesso account viene utilizzato da più persone;
se l’impresa ha stabilito quando eliminare i contenuti.
La condivisione di un singolo account tra più dipendenti crea inoltre un problema di responsabilità: diventa difficile stabilire chi abbia inserito, modificato o utilizzato una determinata informazione.
Indicazione operativa
È possibile iniziare con una verifica semplice.
Cerca il nome di un progetto interno non riservato, una procedura o un cliente fittizio. Osserva quali materiali vengono recuperati e controlla se alcuni contenuti devono essere eliminati, riorganizzati o trasferiti in un sistema documentale aziendale.
La ricerca migliora la produttività soltanto quando le informazioni sono gestite con criteri chiari.
2. Le istruzioni personalizzate passano da 1.500 a 5.000 caratteri
OpenAI ha ampliato lo spazio disponibile per le istruzioni personalizzate degli utenti Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education.
Il limite è passato da 1.500 a 5.000 caratteri.
Le istruzioni personalizzate permettono di definire in anticipo alcune regole che ChatGPT dovrebbe seguire durante le conversazioni.
Un’impresa può specificare:
il tono di voce;
il pubblico di riferimento;
la terminologia aziendale;
la struttura preferita di documenti e report;
le parole da evitare;
il formato con cui presentare dati e risultati;
il modo in cui distinguere fatti, stime e ipotesi;
le attività che devono richiedere un’approvazione.
Perché sono utili
Uno dei problemi più frequenti nell’impiego dell’AI è la variabilità delle risposte.
La stessa richiesta può produrre testi con un tono diverso, una struttura poco uniforme o un livello di dettaglio non adatto al destinatario. Istruzioni più complete possono ridurre queste differenze e rendere il risultato più coerente con le modalità di lavoro dell’impresa.
Un’azienda potrebbe utilizzare, per esempio, indicazioni di questo tipo:
Scrivi in italiano chiaro e professionale. Distingui sempre i fatti verificati dalle ipotesi. Non inventare prezzi, date, statistiche o fonti. Quando prepari un’email, mantienila come bozza e non inviarla. Nei documenti destinati ai clienti, spiega i termini tecnici che potrebbero non essere conosciuti.
Queste regole non garantiscono l’accuratezza delle risposte. Possono però limitare alcune incoerenze e fornire al personale una base comune.
Come impostarle
Non è necessario utilizzare subito tutti i 5.000 caratteri.
È più efficace partire da cinque informazioni:
che cosa fa l’azienda;
a quale pubblico si rivolge;
quale tono deve essere adottato;
quali controlli devono essere eseguiti;
quali operazioni non devono essere compiute automaticamente.
Le istruzioni non devono contenere:
password;
credenziali;
codici di accesso;
dati personali non necessari;
informazioni sanitarie;
segreti commerciali;
dettagli riservati sui clienti.
Le istruzioni personalizzate possono migliorare la coerenza del lavoro, ma non sostituiscono una policy aziendale, la formazione dei dipendenti o la revisione dei contenuti.
Aggiornamento su GPT-5.6
Nel precedente aggiornamento avevamo descritto GPT-5.6 come una famiglia di modelli disponibile in anteprima limitata.
Dal 9 luglio 2026 la situazione è cambiata. OpenAI ha annunciato la disponibilità della famiglia GPT-5.6, composta da tre livelli:
GPT-5.6 Sol, il modello di punta;
GPT-5.6 Terra, che cerca un equilibrio tra capacità, velocità e costo;
GPT-5.6 Luna, il modello più veloce e meno costoso della famiglia.
I modelli sono disponibili attraverso ChatGPT, Codex e le API, con modalità di accesso che variano in base al prodotto e al piano utilizzato.
Il modello più avanzato non è sempre il più adatto
Per una PMI, maggiore potenza non significa automaticamente maggiore convenienza.
La scelta dovrebbe dipendere da:
complessità del compito;
qualità richiesta;
quantità di utilizzo;
velocità necessaria;
costo;
necessità di collegare strumenti esterni;
conseguenze di un eventuale errore.
Per preparare bozze di email, riassumere documenti semplici o classificare richieste standard, il modello più avanzato potrebbe offrire un vantaggio limitato rispetto al costo.
La valutazione dovrebbe essere effettuata sul processo reale.
Prima di cambiare modello, è utile confrontare:
qualità del risultato;
numero di correzioni necessarie;
tempo impiegato;
costo per attività;
rispetto delle istruzioni;
presenza di errori o informazioni non verificabili.
L’obiettivo non è utilizzare il modello più potente, ma scegliere quello adeguato al lavoro da svolgere.
Sicurezza degli agenti AI
3. GPT-Red mostra perché i permessi devono rimanere limitati
OpenAI ha presentato GPT-Red, un sistema interno di red teaming automatizzato.
Con l’espressione red teaming si indica un’attività di verifica nella quale un sistema viene sottoposto intenzionalmente a tentativi di manipolazione. Lo scopo è individuare le vulnerabilità prima che possano produrre conseguenze in un utilizzo reale.
GPT-Red genera tentativi di attacco e li modifica in base alle risposte ottenute. OpenAI dichiara di aver utilizzato questi test anche durante lo sviluppo di GPT-5.6, con particolare attenzione alle cosiddette prompt injection.
Che cos’è una prompt injection
Una prompt injection è un’istruzione malevola inserita in un contenuto consultato dal sistema AI.
Può trovarsi in:
un’email;
una pagina web;
un documento;
un file condiviso;
una porzione di codice;
il risultato prodotto da un altro strumento;
un contenuto presente in un’applicazione collegata.
Il sistema potrebbe interpretare quell’istruzione come parte del proprio compito e tentare di eseguirla, anche se non proviene dall’utente autorizzato.
Immaginiamo, per esempio, un agente incaricato di leggere le email e preparare una sintesi. Nel testo di un messaggio potrebbe essere nascosta un’istruzione che gli chiede di ignorare le regole ricevute e trasmettere un documento a un indirizzo esterno.
Un sistema adeguatamente protetto dovrebbe riconoscere che quell’indicazione proviene dal contenuto analizzato, non dalla persona autorizzata a impartire istruzioni.
Come interpretare i risultati pubblicati
OpenAI riferisce che GPT-5.6 Sol avrebbe registrato un numero di errori sei volte inferiore nel suo benchmark più difficile per le prompt injection, rispetto al miglior modello di produzione disponibile quattro mesi prima.
Il risultato deve essere letto correttamente:
è stato comunicato dal produttore;
riguarda un test specifico;
non dimostra che il rischio sia stato eliminato;
non sostituisce i controlli applicati dall’impresa.
Quando il rischio diventa concreto
Il problema assume un peso diverso quando l’AI non si limita a preparare un testo, ma può:
leggere la posta elettronica;
consultare cartelle aziendali;
accedere al CRM;
aggiornare un ordine;
inviare un messaggio;
creare o modificare un appuntamento;
interagire con programmi amministrativi;
utilizzare strumenti collegati tramite credenziali.
In questi casi, un errore può produrre un’operazione reale su dati, clienti o sistemi aziendali.
La sicurezza non può quindi dipendere soltanto dalla capacità del modello di riconoscere un’istruzione pericolosa.
I quattro controlli fondamentali
1. Concedere soltanto i permessi necessari
L’agente deve poter consultare esclusivamente i dati e le funzioni indispensabili per il compito assegnato.
Se deve verificare lo stato di una richiesta, non dovrebbe poter modificare il profilo del cliente, cambiare un prezzo o eliminare documenti.
2. Separare la lettura dall’azione
La possibilità di leggere un’email non deve comportare automaticamente la possibilità di rispondere, inoltrare o cancellare il messaggio.
Allo stesso modo, consultare un CRM non deve equivalere a poter modificare contratti, anagrafiche o condizioni commerciali.
3. Richiedere l’approvazione umana
Dovrebbero richiedere una conferma esplicita almeno:
pagamenti;
rimborsi;
modifiche ai dati dei clienti;
invii verso destinatari esterni;
cancellazioni;
variazioni contrattuali;
aggiornamenti delle coordinate bancarie;
operazioni con possibili conseguenze economiche o reputazionali.
4. Conservare un registro delle operazioni
L’impresa deve poter ricostruire:
quali informazioni sono state consultate;
quale operazione è stata proposta;
quali strumenti sono stati utilizzati;
chi ha approvato l’azione;
quale risultato è stato prodotto.
Il criterio è proporzionale: maggiore è l’autonomia assegnata al sistema, più rigorosi devono essere i controlli.
Evoluzioni da monitorare
4. Agenti capaci di seguire un cliente o una pratica per settimane
Sierra ha annunciato Horizon, una piattaforma progettata per creare agenti AI capaci di perseguire obiettivi che richiedono più interazioni nel tempo.
Un chatbot tradizionale risponde a una domanda. Un agente di questo tipo può invece seguire un’attività per giorni, settimane o mesi, conservando il contesto delle interazioni precedenti.
Tra gli esempi presentati dal produttore figurano:
seguire un potenziale cliente;
gestire il rinnovo di un servizio;
accompagnare una pratica complessa;
programmare un appuntamento;
riattivare un contatto;
coordinare comunicazioni in entrata e in uscita.
Sierra presenta Horizon come uno strumento capace di pianificare le successive interazioni in funzione di un obiettivo, come concludere una vendita, ridurre l’abbandono di un servizio o fissare un appuntamento.
Le informazioni ancora mancanti
L’annuncio è di natura commerciale e descrive il prodotto dal punto di vista del fornitore.
Nelle pagine pubbliche consultate non sono indicati in modo completo:
prezzi standard;
requisiti minimi;
tempi medi di implementazione;
costi delle integrazioni;
condizioni commerciali specifiche per le PMI italiane.
Horizon deve quindi essere considerato soprattutto un segnale dell’evoluzione del mercato, non una soluzione da consigliare indistintamente a tutte le imprese.
Perché questa evoluzione è rilevante
Molti processi aziendali non si concludono con una singola conversazione.
Un preventivo può richiedere più contatti. Una pratica può rimanere aperta per settimane. Un cliente può avere bisogno di documenti, chiarimenti e promemoria prima di prendere una decisione.
Un agente capace di seguire il processo potrebbe ridurre alcune attività manuali, ma potrebbe anche ripetere lo stesso errore per un periodo prolungato.
I rischi principali riguardano:
messaggi inviati nel momento sbagliato;
contatti troppo frequenti;
utilizzo di informazioni non aggiornate;
profilazione non necessaria;
errori ripetuti;
mancata interruzione delle comunicazioni;
difficoltà nel ricostruire le decisioni del sistema;
mancato rispetto del consenso o dell’opposizione del cliente.
Questi rischi rappresentano una valutazione operativa, non una descrizione fornita dal produttore.
Come prepararsi
Non è necessario acquistare Horizon per iniziare a ragionare su questa evoluzione.
Una PMI può scegliere un processo di ricontatto già esistente e documentare:
quale evento lo avvia;
quali dati vengono utilizzati;
quali messaggi vengono inviati;
quanto può durare;
con quale frequenza è possibile contattare il cliente;
quando deve intervenire una persona;
quali condizioni devono interrompere l’automazione;
come vengono registrati consenso, opposizione e disinteresse;
chi è responsabile dell’aggiornamento delle informazioni.
Prima di automatizzare un processo che dura settimane, occorre stabilire con precisione come dovrebbe funzionare anche senza AI.
Un caso aziendale da leggere con cautela
5. Agenti AI nell’assistenza clienti: il caso Cars24
OpenAI ha pubblicato un caso aziendale dedicato a Cars24, una società di grandi dimensioni attiva nella compravendita di automobili in India, con operazioni anche negli Emirati Arabi Uniti e in Australia.
Secondo quanto dichiarato nel caso di studio, gli agenti AI dell’azienda gestirebbero più di un milione di minuti di conversazione al mese.
Cars24 riporta inoltre:
un aumento del 50% del tasso di risoluzione delle richieste di assistenza;
una riduzione dell’80% dei tempi di lavorazione in alcuni flussi;
il recupero del 12% dei contatti commerciali precedentemente persi.
Come interpretare i numeri
I dati provengono da un caso pubblicato dal fornitore della tecnologia e riguardano un’impresa classificata come enterprise, cioè un’organizzazione di grandi dimensioni.
Non è quindi corretto presumere che una PMI italiana possa ottenere automaticamente gli stessi risultati.
Mancano inoltre, nella pagina pubblica, alcuni elementi necessari per una valutazione completa, come:
il costo complessivo del progetto;
il tempo necessario per l’implementazione;
il numero di persone coinvolte;
il punto di partenza dei diversi indicatori;
la metodologia con cui sono stati calcolati i risultati.
Il caso rimane comunque utile perché mostra quali attività sono state automatizzate.
Gli agenti vengono impiegati per:
raccogliere le prime informazioni;
comprendere le esigenze del cliente;
proporre alternative;
fissare appuntamenti;
inviare promemoria;
ricontattare potenziali clienti;
rispondere alle domande ricorrenti;
trasferire alcune situazioni a un operatore.
La lezione utile per una PMI
L’aspetto più interessante non è la percentuale dichiarata, ma il metodo.
L’AI viene applicata a fasi precise del processo e valutata attraverso indicatori misurabili.
Anche una piccola impresa può controllare:
tempo medio della prima risposta;
percentuale di richieste risolte;
numero di conversazioni trasferite a una persona;
errori prodotti dal sistema;
richieste abbandonate;
contatti commerciali recuperati;
soddisfazione del cliente;
tempo effettivamente risparmiato;
numero di correzioni necessarie;
reclami generati dall’automazione.
La velocità, da sola, non è sufficiente. Un sistema che risponde più rapidamente ma produce più errori o più reclami non sta necessariamente migliorando il servizio.
Da quale attività iniziare
È preferibile scegliere una sola categoria di richieste semplici e ripetitive, come:
orari di apertura;
disponibilità di un servizio;
documenti necessari;
stato iniziale di una richiesta;
prenotazione di un appuntamento;
informazioni generali.
Il cliente deve poter richiedere facilmente l’intervento di una persona.
Non è invece prudente affidare completamente all’AI:
reclami delicati;
rimborsi;
pagamenti;
contestazioni;
decisioni contrattuali;
valutazioni con conseguenze rilevanti per il cliente.
Regole europee
6. Google dovrà aprire alcune funzioni Android agli assistenti AI concorrenti
Il 16 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato misure vincolanti nei confronti di Google nell’ambito del Digital Markets Act.
Una delle decisioni riguarda l’interoperabilità di Android.
Google dovrà consentire agli assistenti AI concorrenti di accedere a 11 funzioni del sistema operativo considerate importanti per offrire servizi paragonabili a quelli disponibili per Gemini.
Tra le funzioni interessate rientrano:
l’attivazione dell’assistente tramite comando vocale;
l’interazione con altre applicazioni;
l’esecuzione di determinate operazioni sul dispositivo;
l’utilizzo di alcune informazioni di contesto.
La Commissione ha inoltre definito le condizioni con cui Google dovrà condividere determinati dati anonimizzati di Search con operatori qualificati.
La condivisione dei dati dovrebbe iniziare nel gennaio 2027. Gli effetti delle misure relative ad Android sono invece attesi a partire da luglio 2027.
Che cosa potrebbe cambiare
Nel medio periodo le misure potrebbero favorire:
una maggiore scelta tra assistenti AI sui dispositivi Android;
nuove integrazioni con applicazioni e servizi;
strumenti alternativi per ricerca, prenotazioni e assistenza;
maggiori opportunità per gli sviluppatori europei;
una concorrenza più ampia rispetto all’ecosistema Gemini.
L’accesso non sarà privo di condizioni. Sono previsti requisiti tecnici, verifiche di sicurezza e criteri di ammissibilità per i fornitori.
Google ha espresso preoccupazioni relative alla privacy e alla sicurezza, mentre la Commissione sostiene che le misure includano adeguate garanzie. È quindi corretto rappresentare entrambe le posizioni senza considerare già risolto il confronto.
Perché non serve intervenire adesso
Le nuove funzioni non sono ancora disponibili agli utenti.
Una PMI non dovrebbe quindi:
modificare oggi i propri processi sulla base dell’annuncio;
acquistare servizi che promettono integrazioni non ancora operative;
presentare queste possibilità ai clienti come già disponibili;
considerare certa la futura compatibilità con uno specifico assistente.
Le imprese che sviluppano applicazioni e servizi digitali possono seguire l’evoluzione tecnica delle misure.
Per la maggior parte delle altre PMI, al momento, non è richiesta alcuna azione.
Incentivi da verificare subito
7. COSMIC finanzia progetti AI per l’ottimizzazione energetica
La seconda Open Call del progetto europeo COSMIC rimane aperta fino al:
20 luglio 2026, ore 17:00 CEST.
L’iniziativa è rivolta a singole PMI e startup registrate negli Stati membri dell’Unione europea o nei Paesi associati a Horizon Europe.
Le proposte devono riguardare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e sui dati per migliorare la gestione e l’utilizzo delle risorse energetiche.
La pagina ufficiale indica:
un contributo individuale fino a 150.000 euro, erogato come somma forfettaria;
un programma di supporto della durata di dieci mesi;
fino a 13 progetti selezionati;
16 sfide tecniche tra cui scegliere;
attività di sviluppo, integrazione, test e validazione;
accesso a piattaforme, dati e progetti pilota del programma COSMIC.
Quali imprese possono ancora valutarlo
La scadenza è troppo vicina per costruire da zero una proposta complessa e credibile.
L’opportunità è realistica soprattutto per imprese che dispongono già di:
una soluzione basata su AI e dati sufficientemente sviluppata;
un progetto coerente con una delle 16 sfide;
competenze tecniche documentabili;
una struttura progettuale già definita;
risorse disponibili per completare rapidamente la domanda.
L’importo massimo non deve essere interpretato come un contributo automatico. La selezione è competitiva e ogni proposta deve rispettare i criteri indicati nella documentazione ufficiale.
Prima di candidarsi è necessario consultare:
la guida per i partecipanti;
le linee guida tecniche;
le domande frequenti;
il modello del piano di lavoro;
le condizioni contrattuali.
La checklist operativa della settimana
Una PMI non deve provare contemporaneamente tutte le novità.
Può concentrarsi su queste verifiche:
provare la ricerca interna di ChatGPT;
controllare quali conversazioni e documenti sono conservati;
eliminare i materiali non più necessari;
aggiornare le istruzioni personalizzate;
evitare di inserire informazioni riservate nelle istruzioni;
individuare gli strumenti AI che possono accedere a email, file, calendari o CRM;
separare i permessi di lettura da quelli di modifica e invio;
richiedere una conferma umana per le operazioni sensibili;
confrontare i modelli su una stessa attività;
misurare qualità, errori, tempo e costi;
evitare acquisti basati soltanto su funzioni annunciate;
verificare bandi e incentivi attraverso la documentazione ufficiale.
Conclusione
La novità più rilevante della settimana non è una singola funzione.
È il passaggio progressivo da strumenti che rispondono a una domanda a sistemi che possono recuperare informazioni, conservare il contesto e intervenire in alcune fasi del lavoro.
Questa evoluzione può ridurre i tempi di lavorazione e alleggerire le attività ripetitive. Aumenta però anche le conseguenze di dati errati, autorizzazioni eccessive e processi progettati male.
Per una PMI, il vantaggio non dipende dal numero di strumenti adottati. Dipende dalla capacità di:
scegliere un processo preciso;
stabilire quali dati possono essere utilizzati;
assegnare responsabilità;
limitare le autorizzazioni;
mantenere il controllo umano;
misurare benefici ed errori;
ampliare l’automazione soltanto dopo una verifica concreta.
Le tecnologie cambiano rapidamente. I criteri con cui un’impresa le valuta devono rimanere stabili: utilità reale, informazioni verificabili, costi sostenibili, sicurezza e rispetto delle persone.
Per PMI Digital Lab, il metodo rimane lo stesso: coerenza nelle valutazioni, imparzialità nell’analisi e informazione verificabile.
Fonti consultate
OpenAI, ChatGPT Release Notes:
https://help.openai.com/en/articles/6825453-chatgpt-release-notesOpenAI, GPT-5.6: Frontier intelligence that scales with your ambition:
https://openai.com/index/gpt-5-6/OpenAI, GPT-Red: Unlocking Self-Improvement for Robustness:
https://openai.com/index/unlocking-self-improvement-gpt-red/OpenAI, How Cars24 scales conversations and builds faster with OpenAI:
https://openai.com/index/cars24/Sierra, The next Horizon in agents:
https://sierra.ai/blog/horizonCommissione europea, misure per l’interoperabilità dei servizi AI su Android:
https://digital-markets-act.ec.europa.eu/developer-portal/interoperability/alphabet-specification-proceedings-interoperability-ai-services_enCommissione europea, comunicato sulle misure relative ad Android e Google Search:
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_1634Reuters, Google required to open up to AI, search engine rivals under EU-mandated changes:
https://www.reuters.com/world/google-required-open-up-ai-search-engine-rivals-under-eu-mandated-changes-2026-07-16/COSMIC, seconda Open Call:
https://cosmic-horizon.eu/opencalls
Nota pratica
Prima di adottare un nuovo strumento, prova un flusso piccolo per sette giorni e misura se riduce davvero tempo, errori o passaggi inutili.
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